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I funzionari dell’agenzia di intelligence si sono difesi incolpando il provider che, per errore, avrebbe fornito loro tutte le email.
Il materiale è stato successivamente distrutto.
Come riportato dal New York Times, il caso è un esempio di come funzionari del governo, nel raccogliere materiale confidenziale, spesso riescano ad aggirare i limiti loro imposti, violando la privacy dei cittadini americani. «È inevitabile che cose come queste succedano, magari non tutte le settimane, ma è comunque abbastanza comune» ha detto un funzionario di intelligence che ha chiesto di rimanere anonimo.
Il problema che non ha ricevuto alcuna attenzione nell’acceso dibattito al Congresso per il rinnovo della legge sulle intercettazioni di telefonate e e-mail dei sospettati di terrorismo.
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Molte di queste sarebbero avvenute inavvertitamente e per motivi tecnici.
fonte lastampa.it
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